Intervista all'Avv.
Marco Attilio Torta
INTERVIEW
Marco Attilio Torta(SIXTE)
- - Leggendo il Suo profilo, i settori di cui si occupa rappresentano un campo d'azione molto esteso. Abbiamo notato in particolare i settori del Diritto Commerciale e del Risarcimento Danni.
All'inizio della sua carriera, pensava che in futuro si sarebbe occupato anche di sostenere l'attività di aziende o lavoratori autonomi? - All'inizio della mia carriera professionale, partita nel 1998, mi occupavo di risarcimento danni in senso stretto, con particolare riferimento alle responsabilità in campo medico e a quella relativa alla circolazione stradale.
Comprendendo che avrei voluto intraprendere anche una strada diversa da quella sopra indicata, mi sono da subito interessato al Diritto Commerciale e grazie alle conoscenze acquisite durante la mia attività, ho approfondito lo studio della consulenza aziendale in generale, anche concernente le transazioni con altri paesi esteri, con l'ausilio di altri professionisti, con cui collaboro ancora oggi. - - Nelle transazioni e operazione commerciali con l'estero si chiedono invariabilmente valutazioni prudenti. D'altro canto, per quanto riguarda il Giappone, molte PMI non hanno molte informazioni su leggi e fisco in UE. Forse è stesso anche per i paesi dell'UE rispetto al Giappone.
- Nel nostro paese, purtroppo, la gestione della maggior parte delle transazioni internazionali, per le aziende o i privati, viene intrapresa in maniera che definirei "autonoma" e attraverso contatti di privati, non essendovi in tal senso un'interazione concreta con il Governo per quanto riguarda le informative relative alle leggi vigenti in altri stati in campo commerciale. Molto spesso mancano o sono di difficile accesso anche le informazioni relative ai paesi esistenti all'interno della stessa UE. La conoscenza nei confronti delle norme in Giappone è pertanto molto limitata. Sarebbe opportuno creare una banca dati, di facile accesso e con informazioni sintetiche, ma fondamentali, sulla quale potersi creare una prima idea, prima di avere una consulenza più specifica attraverso professionisti che si occupino della materia in particolare.
- - Sono d’accordo. Però, ad esempio, nella fase di esame preliminare per estendere gli affari all‘estero prima un contratto, se le aziende potessero condividere in anticipo la loro visione e il loro piano insieme ad esperti come Lei che hanno tutte le informazioni locali, si potrebbero minimizzare quelli che sono i rischi invisibili.
- Certamente avere un contatto concreto ed informato sulle norme, anche di carattere fiscale, nel paese ove si desidera compiere operazioni commerciali, è un grande vantaggio, portando ogni transazione ad avere un rischio minimo ed esclusivamente fisiologico, in linea con la tipologia dell'operazione stessa. In buona sostanza, anche al fine di rendere appetibile all'azienda l'operazione, l'obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare ad avere lo stesso rischio minimo che si correrebbe effettuando la medesima operazione nel proprio paese, rivolgendosi ad esperti preparati in materia giuridica e fiscale.
- - Già. Si possono anche ottimizzare i contenuti di un contratto e avere una migliore strategia condividendo il quadro completo di una transazione fra Italia e Giappone. Ciò genererebbe reciprocamente un grande vantaggio e probabilità di successo per le PMI di Italia e Giappone.
- L'ottimizzazione di un contratto che abbia ad oggetto una transazione tra Italia e Giappone passa necessariamente attraverso l'individuazione di ogni criticità riguardante le normative dei due paesi, per i rapporti che dovranno necessariamente esserci e lo studio delle strategie attraverso le quali superare le stesse e "snellire" le varie attività. Ovviamente, il tutto passa sempre attraverso la riduzione al minimo sia dei rischi che dei costi finali.
- - Alla fine, gli affari che ci vengono chiesti, sono quelli sostenibili, credo.
Non si tratta di ottenere solo un guadagno transitorio, vorremmo sostenere le PMI nel medio-lungo termine. Per questo, quando si fa un contratto con le aziende italiane, oppure dell'UE, quali sono i punti essenziali? - Ritengo che una visione sul medio lungo termine sia fondamentale nelle operazioni che riguardino le transazioni tra i diversi paesi. Per ragionare in questi termini è opportuno che il Business Plan delle aziende, costruito nell'ottica di una solida continuità operativa, venga strutturato non solo alla luce delle strategie aziendali interne, ma valutando tutte le opportunità che per l'operazione in specifico offre il paese con il quale si voglia operare, anche in campo fiscale e nel lungo periodo. Sarebbe comunque opportuno che vi fosse il modo di verificare concretamente l'esistenza anche di altre aziende del paese "ospitante" che potrebbero essere interessate all'operazione che si intraprende e con le quali poter creare le opportune interazioni.